Siti web per avvocati, commercialisti e studi professionali.
I siti web per avvocati, commercialisti e studi professionali progettati da not4sale presentano lo studio per aree di competenza e per professionista, spiegano come si svolge il primo incontro e filtrano le richieste prima che arrivino in segreteria. Scriviamo testi informativi e verificabili, coerenti con le regole deontologiche del tuo ordine, e misuriamo quali richieste diventano incarichi.
Il sito tipico di uno studio legale o commerciale si riconosce a colpo d'occhio: la foto della bilancia o di una libreria piena di codici, una pagina "chi siamo" con la storia dello studio dal 1985, un elenco di quindici materie messe tutte sullo stesso piano e un modulo che chiede solo nome, email e messaggio.
Per chi arriva, quel sito non risponde a nessuna delle domande che ha davvero in testa. Seguite casi come il mio? Chi se ne occuperebbe? Come funziona il primo appuntamento e cosa devo portare? Come si calcola l'onorario? Senza risposte, la persona torna su Google e apre il sito successivo.
Il conto lo paga lo studio due volte. Arrivano meno contatti di quelli che il passaparola e la reputazione meriterebbero, e quelli che arrivano sono spesso i meno adatti: richieste di un parere gratuito, pratiche fuori dalle tue materie, persone che confrontano solo la tariffa. Ognuna richiede una telefonata, a volte un incontro, e il tempo speso a dire di no è tempo che nessuno fattura.
- 01
Mappa delle competenze
Con i soci decidiamo quali aree mettere in primo piano e quali clienti lo studio vuole davvero ricevere.
- 02
Interviste ai professionisti
Raccogliamo in brevi colloqui le domande che i clienti fanno al primo incontro: diventano la struttura delle pagine.
- 03
Verifica dei contenuti
Rileggiamo ogni testo alla luce delle regole sulla corretta informazione e lo facciamo approvare al professionista che firma.
- 04
Sviluppo e modulo filtro
Costruiamo il sito, il modulo di richiesta con le domande giuste e, se serve, l'area riservata per i documenti.
- 05
Richieste e incarichi
Misuriamo le richieste per area e, ogni trimestre, guardiamo con te quante sono diventate pratiche aperte.
Cosa deve avere un sito web per avvocati e commercialisti?
Deve far capire in pochi passaggi su cosa lo studio è forte, chi ci lavora e come si inizia. Rispetto a un normale sito aziendale, cambiano soprattutto tre cose: la struttura per aree di competenza, il peso dei singoli professionisti e la parte pratica del primo contatto.
- Una pagina per ogni area, non un elenco. Per uno studio legale: famiglia, lavoro, recupero crediti, societario. Per un commercialista: forfettari e partite IVA, società, passaggi generazionali, crisi d'impresa. Ogni pagina dice a chi si rivolge, quali situazioni tipiche segue, chi se ne occupa.
- Schede dei professionisti con percorso, iscrizione all'albo, formazione, lingue parlate e materie seguite. Chi sceglie un avvocato sceglie una persona prima che uno studio.
- Come si lavora: cosa succede al primo incontro, quali documenti portare, come si arriva a un preventivo scritto, in quali casi si lavora in videochiamata.
- Dati dello studio completi: ragione sociale o nomi dei professionisti, ordine di appartenenza, partita IVA, PEC, sedi e orari.
- Un'area riservata, quando lo studio scambia molti documenti: più sicura di decine di allegati via email.
Le regole deontologiche: cosa cambia nei testi
Cambia il modo di scrivere, non la possibilità di avere un sito curato. Ogni ordine chiede un'informazione corretta, veritiera e non ingannevole, e alcune regole incidono direttamente sui contenuti. Il codice deontologico forense, per esempio, vieta di indicare nelle comunicazioni pubbliche i nomi dei clienti, anche se acconsentono. E il titolo di "avvocato specialista" si può usare solo se è stato effettivamente conseguito secondo le regole forensi: scrivere "specialisti in diritto di famiglia" su una home page, senza quel titolo, è un rischio inutile. Anche il codice dei commercialisti ammette una pubblicità informativa purché veritiera e decorosa.
Non siamo un ufficio legale e non diamo pareri: per i casi dubbi la parola finale spetta al tuo ordine. In pratica, scriviamo così:
- Fatti al posto degli aggettivi: materie seguite, anni di iscrizione, pubblicazioni, incarichi di docenza.
- Nessuna promessa di esito e nessun confronto con altri studi.
- Casi raccontati solo in forma generale, senza dettagli che rendano riconoscibile il cliente.
- Ogni pagina approvata dal professionista che ne risponde.
Questi vincoli sono anche un vantaggio. Google classifica i temi legali e finanziari tra quelli che possono incidere sulla vita e sul patrimonio delle persone, e valuta con più rigore chi li tratta: testi firmati, aggiornati e precisi sono esattamente quello che premia.
Il modulo di contatto come primo filtro
Il modulo è il punto del sito che fa risparmiare più ore. Invece del classico campo "messaggio", poche domande guidate: privato o impresa, area della richiesta, eventuali scadenze, città. In base alle risposte la richiesta arriva al professionista giusto, oppure riceve una risposta cortese che spiega che lo studio non segue quel tipo di pratica.
Se le richieste sono molte, un assistente sul sito può fare questa prima selezione anche fuori orario e proporre un appuntamento solo a chi è in target. Un limite va chiarito subito: né il modulo né l'assistente danno pareri. Raccolgono informazioni e fissano incontri.
Errori frequenti nei siti degli studi
- Le notizie copiate dalle riviste di settore, che Google considera duplicate e che nessun cliente legge.
- Le foto di repertorio: martelletti da tribunale americano, strette di mano, grattacieli. Meglio foto vere dello studio e delle persone.
- Il gergo: "contenzioso", "adempimenti dichiarativi", "due diligence" vanno spiegati, almeno la prima volta.
- Il sito intestato a un ex socio, o con professionisti che non lavorano più lì: succede più spesso di quanto si pensi.
- Nessuna data sugli articoli: in materie dove le norme cambiano spesso, un testo senza data perde credibilità.
Come misuriamo un sito per studi professionali
Contiamo le richieste per area di competenza e la quota di quelle in target, non le visite. Ogni modulo e ogni clic sul telefono ha una fonte, così sai se arriva da Google, da LinkedIn o da una segnalazione. Il dato che conta di più, cioè quante richieste diventano incarichi, lo ricostruiamo con te ogni trimestre: per molti studi è la prima volta che lo vedono scritto.
Lavoriamo da Cattolica con studi della Romagna e delle Marche e, da remoto, con professionisti di tutta Italia. Per il quadro generale del settore c'è la pagina sul marketing per studi professionali; se ti interessa la visibilità nelle ricerche per città, leggi come impostiamo la SEO per avvocati e commercialisti. Per una stima dell'impegno puoi partire dal preventivo online.
Domandevere.
Posso indicare le tariffe dello studio sul sito?
In generale l'informazione sui compensi è ammessa, purché chiara e non usata come richiamo commerciale, ma le sfumature cambiano da ordine a ordine e conviene verificarle. Spesso funziona meglio spiegare come si forma il preventivo, quali fattori lo influenzano e quando viene consegnato per iscritto. Il cliente si sente orientato e tu non ti leghi a una cifra che vale solo per i casi semplici.
Possiamo raccontare sul sito le cause vinte o i clienti seguiti?
Per gli avvocati il codice deontologico vieta di indicare i nomi dei clienti nelle comunicazioni pubbliche, anche con il loro consenso, e la celebrazione delle vittorie rischia di diventare una promessa implicita. Si possono descrivere le tipologie di pratiche seguite in forma generale e anonima. Per le altre professioni le regole sono diverse: le verifichiamo caso per caso con te.
Uno studio con un solo professionista ha bisogno di un sito vero?
Sì, ma piccolo. Bastano una pagina per ciascuna delle due o tre materie principali, una presentazione personale credibile, una pagina su come si lavora e un modulo ben fatto. Meglio cinque pagine curate e aggiornate che trenta pagine vuote. Il sito può crescere quando crescono le aree seguite o arrivano nuovi collaboratori.
Serve un blog sul sito di uno studio professionale?
Serve se diventa un archivio di risposte utili, non un notiziario. Un articolo che spiega cosa fare quando arriva un avviso bonario, o come funziona una separazione consensuale, viene trovato per anni da chi ha quel problema. Le notizie del giorno invece invecchiano in una settimana. Possiamo scrivere i testi partendo da una tua intervista di mezz'ora.
L'area riservata per i clienti è sicura?
Dipende da come è progettata. La impostiamo con accessi personali, connessione cifrata, permessi separati per cliente e registrazione degli accessi, su server europei. Prima di costruirla però valutiamo se ti serve davvero: molti studi usano già un gestionale con un portale clienti incluso, e in quel caso basta collegarlo bene al sito.
Quanto tempo devono dedicare i soci al nuovo sito?
Tipicamente un incontro iniziale, un'intervista breve per ogni area di competenza e la revisione dei testi che li riguardano. Il resto, dalla struttura alla scrittura e allo sviluppo, lo seguiamo noi. Chiediamo però di non delegare la revisione: è il momento in cui il professionista verifica che il sito dica cose esatte e che lo rappresentino.