Google Ads per dentisti e studi medici: pazienti che cercano adesso.
Google Ads per dentisti e studi medici significa comparire quando una persona cerca una prestazione o un'urgenza nella tua zona, con annunci informativi che rispettano le regole della pubblicità sanitaria e le policy di Google. not4sale sceglie le prestazioni su cui investire, esclude le ricerche inutili e misura chiamate e prenotazioni senza inviare dati sanitari alla piattaforma.
Il conto Google Ads di uno studio dentistico che riceviamo in analisi ha spesso gli stessi segni. Una sola campagna con "dentista" e il nome della città, che spende su chi cerca "dentista convenzionato ASL", "corso assistente alla poltrona" o "mal di denti rimedi della nonna". Annunci con "promo igiene a prezzo speciale" copiati da qualche catena, che nella sanità privata sono un rischio. E una conversione misurata sul clic del numero di telefono, che non dice se la persona ha poi prenotato.
Intanto la concorrenza sugli annunci è cresciuta: catene, centri che lavorano solo sul prezzo, portali di prenotazione che comprano le ricerche delle prestazioni. Lo studio con un nome solido e una buona reputazione locale si trova a pagare clic su ricerche che non gli interessano e a perdere quelle che vorrebbe.
C'è poi un limite che molti scoprono tardi: per diverse prestazioni sanitarie Google non permette il remarketing e le liste di clienti. Chi imposta le campagne come per un negozio si ritrova annunci disapprovati o pubblici bloccati, e non capisce perché.
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Prestazioni da spingere
Scegliamo con il direttore sanitario le prestazioni con posti in agenda e margine, e quelle da lasciare al passaparola.
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Ricerche ed esclusioni
Separiamo urgenze, prestazioni e nome dello studio, ed escludiamo dall'inizio lavoro, corsi, rimedi casalinghi e servizio pubblico.
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Annunci rivisti dal medico
Scriviamo testi informativi su prestazione, professionisti, sede e orari, e li facciamo approvare prima di pubblicarli.
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Pagina per prestazione
Ogni gruppo di annunci porta alla pagina della prestazione cercata, con chi la esegue e come si prenota.
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Prenotazioni senza dati sanitari
Misuriamo chiamate, richieste e prenotazioni come eventi generici, senza far arrivare a Google informazioni sulla salute.
Google Ads per dentisti: le ricerche che valgono
Valgono le ricerche di chi ha bisogno di una prestazione precisa, in una zona precisa, a breve. Le dividiamo in tre famiglie, ognuna con la sua campagna:
| Famiglia | Esempi di ricerca | Cosa conta nell'annuncio |
|---|---|---|
| Urgenze | "dentista urgenza oggi", "dentista aperto sabato" | Orari reali, telefono, tempi di risposta |
| Prestazioni | "implantologia", "ortodonzia invisibile adulti", "fisioterapia spalla" | Chi la esegue, come si svolge la prima visita |
| Nome dello studio o del medico | Il nome della struttura, "dott. Rossi dentista" | Prenotazione diretta, sede, parcheggio |
Le urgenze sono preziose nelle località turistiche: d'estate sulla costa tra Romagna e Marche chi è in vacanza con un dente rotto cerca dal telefono e chiama il primo studio che risponde. In quei mesi una campagna con estensioni di chiamata e orari estivi aggiornati vale più di qualsiasi annuncio sulle prestazioni programmabili.
Le esclusioni sono metà del lavoro. Per uno studio privato escludiamo in genere ricerche legate a lavoro e formazione, servizio pubblico e convenzioni che non hai, rimedi casalinghi, sintomi cercati per curiosità. Il metodo di base delle campagne è quello della nostra gestione Google Ads.
Annunci sanitari: cosa si può scrivere
In Italia la pubblicità delle strutture sanitarie private e dei professionisti deve avere carattere informativo, senza leve promozionali o suggestive. Negli annunci questo significa: niente sconti e offerte a tempo, niente "il miglior dentista di Rimini", niente promesse di risultato o di assenza di dolore. Si possono indicare in modo corretto la prestazione, i professionisti e i loro titoli, le tecnologie usate, la sede, gli orari e il modo di prenotare. Non siamo un ufficio legale e non diamo pareri: il testo finale lo approva il direttore sanitario, che per i dubbi fa riferimento al proprio ordine.
Google aggiunge regole sue. Non accetta annunci per trattamenti sperimentali o non dimostrati, limita la promozione dei farmaci da prescrizione e controlla le affermazioni sulla salute. Un annuncio sobrio e preciso passa le verifiche e, spesso, convince anche di più.
Remarketing e liste di pazienti: perché spesso non si possono usare
Google considera la salute una categoria sensibile per la pubblicità personalizzata. Quando una campagna promuove servizi legati a condizioni di salute o a procedure invasive, come chirurgia, impianti o iniezioni, la piattaforma non consente pubblici costruiti dall'inserzionista: remarketing sui visitatori del sito, liste di pazienti caricate, segmenti simili. Restano disponibili la geolocalizzazione, i dati demografici e i segmenti predefiniti di Google.
In pratica una campagna sanitaria vive di ricerche e di zona, non di inseguimento. È anche una tutela per lo studio: nessun paziente deve ritrovarsi annunci su un trattamento solo perché ha letto una pagina. Per le stesse ragioni impostiamo il tracking con Google Tag Manager in modo che a Google arrivi "richiesta inviata" e non "richiesta per impianto dentale".
Dove portare il clic e cosa misurare
Il clic va portato alla pagina della prestazione cercata, non alla home. Chi cerca ortodonzia per adulti vuole sapere chi la fa, come si svolge la prima visita e come prenotare, senza scorrere l'elenco di tutte le specialità. Se le pagine non ci sono, sono il primo lavoro da fare, spesso insieme al sito per lo studio medico.
Misuriamo poche cose, ma vere:
- chiamate dagli annunci e dal sito, con una durata minima che esclude i clic per errore;
- richieste dal modulo e prenotazioni online completate;
- prime visite effettivamente fissate, che la segreteria conferma ogni mese;
- costo per prima visita, per famiglia di prestazioni.
Con questi numeri si decide dove spostare il budget: su una prestazione con agenda libera, via da una che ha già liste d'attesa. Il quadro delle altre leve di comunicazione per studi e centri medici è nella pagina sul marketing per la sanità privata.
Domandevere.
Un dentista può fare pubblicità su Google Ads?
Sì, purché gli annunci abbiano carattere informativo: prestazioni, professionisti, sede, orari, modalità di prenotazione. Restano fuori sconti, promozioni, superlativi e promesse di risultato. Anche Google ha regole proprie sui contenuti sanitari. Non diamo pareri legali: impostiamo testi prudenti e li fa approvare il direttore sanitario, che per i dubbi si rivolge al proprio ordine.
Posso fare remarketing su chi ha visitato la pagina degli impianti?
Di solito no. Google considera la salute una categoria sensibile e, per servizi legati a condizioni di salute o procedure invasive, non permette remarketing, liste di clienti e segmenti simili. Le campagne si basano quindi sulle ricerche e sulla zona. Anche dove una restrizione non scatta, per una struttura sanitaria inseguire i pazienti con annunci personalizzati è una scelta da evitare.
Posso scrivere i prezzi negli annunci?
Indicare il costo di una prestazione in modo trasparente non è di per sé vietato, ma presentarlo come offerta, sconto o occasione rientra nelle leve promozionali da evitare nella comunicazione sanitaria. Nei testi preferiamo informazioni su prestazione, professionisti e prima visita. Se vuoi pubblicare un listino, ne parliamo con il direttore sanitario prima di metterlo online.
Conviene Google Ads se sono già su un portale di prenotazioni?
Spesso sì, perché lavorano su ricerche diverse. Il portale ti mostra a chi lo usa per confrontare medici; Google Ads ti porta chi cerca la prestazione o il tuo nome direttamente su Google e prenota con te, senza intermediari. Confrontiamo il costo di una prima visita arrivata dagli annunci con quanto paghi al portale e decidiamo sui numeri.
Quanto budget serve per Google Ads per uno studio dentistico?
Dipende dalle prestazioni, dalla concorrenza della zona e dai posti liberi in agenda. Una campagna sul nome e sulle urgenze richiede in genere un investimento contenuto; prestazioni molto cercate come l'implantologia nei centri più grandi costano di più per clic. Partiamo da un budget di prova su poche prestazioni e lo allarghiamo dove il costo per prima visita regge.