Retargeting: riporta a comprare chi ha già visitato il sito.

In breve

Il retargeting, o remarketing, mostra annunci a chi ha già visitato il tuo sito, aperto la tua app o interagito con i tuoi contenuti, per riportarlo a completare un acquisto o una richiesta. not4sale imposta campagne di retargeting su Google, Meta e altre piattaforme con pubblici segmentati, frequenza limitata e rispetto del consenso.

Il problema

La maggior parte delle persone che visita un sito per la prima volta se ne va senza comprare né lasciare un contatto. È normale: stanno confrontando, si distraggono, non sono ancora pronte. Il retargeting serve a ritrovarle. Il problema è come viene fatto di solito.

Il caso tipico è un unico pubblico "tutti i visitatori degli ultimi 180 giorni" con lo stesso annuncio per tutti. Chi ha letto solo la home e chi ha abbandonato il carrello ricevono lo stesso messaggio. Chi ha già comprato continua a vedere l'annuncio del prodotto che ha in mano. Senza limiti di frequenza, la stessa persona vede il banner ovunque per settimane e finisce per associare il tuo marchio a un fastidio.

Poi c'è la misurazione. Il retargeting tende a prendersi il merito di vendite che sarebbero arrivate comunque, perché raggiunge persone già vicine all'acquisto. Se guardi solo i risultati riportati dalla piattaforma, sembra il canale più redditizio. Spesso è quello che gonfia di più i numeri.

Cosa ricevi
  • Mappa delle tappe del percorso e dei relativi pubblici di retargeting
  • Pubblici configurati su Google Ads e Meta con durate ed esclusioni
  • Annunci dedicati a ogni tappa, inclusi annunci dinamici di prodotto per gli e-commerce
  • Regole di frequenza e di esclusione documentate
  • Verifica della raccolta dei dati rispetto al consenso cookie
  • Report con risultati per pubblico e stima delle vendite incrementali
Il metodo
  1. 01

    Mappa del percorso

    Individuiamo le tappe che indicano interesse: pagine viste, prodotti, carrello, moduli iniziati, video guardati.

  2. 02

    Pubblici e consenso

    Costruiamo pubblici per tappa e per tempo trascorso, verificando che la raccolta dei dati rispetti il consenso dato dagli utenti.

  3. 03

    Messaggi per tappa

    Prepariamo annunci diversi per ogni pubblico: chi ha solo guardato riceve una prova, chi ha abbandonato il carrello una risposta alle obiezioni.

  4. 04

    Frequenza ed esclusioni

    Limitiamo quante volte una persona vede gli annunci ed escludiamo chi ha già comprato o contattato.

  5. 05

    Test di incrementalità

    Dove i volumi lo permettono, confrontiamo gruppi esposti e non esposti per misurare le vendite davvero aggiuntive.

Approfondimento

Cos'è il retargeting e quando serve davvero?

Il retargeting è una tecnica pubblicitaria che mostra annunci a persone che hanno già avuto un contatto con il tuo marchio, sul sito, sui social o in app. Serve quando hai un buon volume di visitatori interessati che non concludono al primo passaggio: e-commerce con carrelli abbandonati, servizi con un ciclo di decisione di giorni o settimane, strutture ricettive dove si confrontano più opzioni prima di prenotare.

Serve poco se il sito ha pochissimo traffico, perché i pubblici sono troppo piccoli per essere raggiunti, o se il problema è il sito stesso: riportare persone su una pagina che non converte significa pagare due volte per lo stesso abbandono. In quel caso conviene prima lavorare su funnel e CRO.

Dove si fa retargeting: Google, Meta e le altre piattaforme

Si può fare su quasi tutte le piattaforme pubblicitarie. Scegliamo in base a dove il tuo pubblico passa il tempo e al tipo di messaggio:

| Piattaforma | Come raggiunge chi ti conosce | Punti di forza |
|---|---|---|
| Meta Ads | Visitatori del sito, chi ha interagito con profili e video | Annunci dinamici di prodotto, formati visivi |
| Google Ads | Visitatori su rete Display, YouTube, Gmail e ricerca | Raggiungere chi torna a cercare su Google |
| YouTube Ads | Chi ha visto i tuoi video o visitato il sito | Raccontare il prodotto a chi è già interessato |
| LinkedIn e TikTok | Visitatori e chi ha interagito con i contenuti | Utile nel B2B o con pubblici giovani |

Per gli e-commerce gli annunci dinamici sono spesso il punto di partenza: mostrano a ogni persona proprio i prodotti che ha guardato, leggendo il catalogo collegato alla piattaforma.

Come si costruisce un retargeting che non infastidisce

Il retargeting non infastidisce quando segue tre regole: messaggi diversi per persone in momenti diversi, frequenza limitata e una fine. In pratica:

  1. pubblici per tappa: chi ha visto una pagina, chi ha visto un prodotto, chi ha messo nel carrello, chi ha iniziato un modulo;
  2. finestre di tempo: chi ha visitato ieri è in un momento diverso da chi ha visitato un mese fa, e lo trattiamo diversamente;
  3. messaggi che rispondono a un dubbio: recensioni, garanzie di reso, tempi di consegna, risposte alle obiezioni più comuni, non la stessa foto ripetuta;
  4. limiti di frequenza e una durata massima dei pubblici, oltre la quale smettiamo di inseguire;
  5. esclusione di chi ha già comprato, a cui semmai parliamo con messaggi diversi o tramite email marketing.

Retargeting, privacy e consenso: cosa cambia

Il retargeting si basa sui dati di navigazione, quindi in Europa richiede il consenso dell'utente ai cookie di profilazione. Chi rifiuta non entra nei pubblici, e i browser come Safari limitano la durata dei cookie. Questo riduce le dimensioni delle liste: è normale e va messo in conto.

Per recuperare parte del segnale nel rispetto del consenso lavoriamo su Consent Mode, sull'invio di eventi dal server con il server-side tracking e sugli elenchi di clienti caricati con il loro permesso, come Customer Match su Google o i pubblici personalizzati su Meta.

Come misuriamo se il retargeting porta vendite in più

Il retargeting si misura sulle vendite aggiuntive, non su quelle attribuite dalla piattaforma. Dove i volumi lo permettono usiamo gli strumenti di test delle piattaforme, che confrontano un gruppo esposto agli annunci con uno che non li vede: la differenza è la vendita davvero portata dal retargeting. Dove i volumi sono più piccoli, confrontiamo periodi e pubblici e lo diciamo chiaramente nei report.

Nei nostri casi studio, come quello DTC wellness, il performance marketing funziona quando è collegato al CRM: è lì che il retargeting trova il suo posto, come un pezzo del sistema e non come una campagna isolata. Il preventivo dipende da piattaforme, pubblici e creatività: puoi stimarlo con il calcolatore di preventivo.

Domandevere.

Quanti visitatori servono per fare retargeting?

Le piattaforme richiedono un numero minimo di persone in un pubblico per mostrare gli annunci, e con pochi visitatori le liste restano troppo piccole o vengono esaurite in pochi giorni. In generale il retargeting ha senso quando il sito riceve un traffico costante, magari portato da SEO o da altre campagne. Nell'analisi iniziale verifichiamo le dimensioni reali dei pubblici.

Il retargeting è legale con il GDPR?

Sì, se rispetta il consenso. In Europa i cookie e i pixel usati per il retargeting richiedono il consenso esplicito dell'utente tramite il banner cookie, e chi rifiuta non va inserito nei pubblici. Gli elenchi di clienti si possono usare solo se la raccolta dei dati lo permette. Verifichiamo questi aspetti tecnici, mentre per gli aspetti legali è bene coinvolgere il tuo consulente privacy.

Per quanto tempo conviene mostrare annunci a chi ha visitato il sito?

Dipende da quanto dura la decisione d'acquisto nel tuo settore. Per un prodotto da pochi minuti di riflessione bastano pochi giorni; per un mobile, una vacanza o un servizio B2B può servire più tempo. Impostiamo finestre diverse per pubblico e accorciamo quelle in cui i dati mostrano che gli annunci non portano più risultati.

Che differenza c'è tra retargeting ed email per carrelli abbandonati?

L'email raggiunge solo chi ti ha lasciato l'indirizzo, costa poco ed è molto efficace. Il retargeting raggiunge anche chi non si è registrato, ma si paga per ogni impressione o clic. Funzionano meglio insieme: email a chi è identificato, annunci a chi non lo è, con regole che evitino di colpire la stessa persona da tutti i lati.

Come evitate che il retargeting diventi invadente?

Con limiti di frequenza, durata massima dei pubblici ed esclusione di chi ha già comprato o contattato. Variamo anche i messaggi, così chi vede più annunci riceve informazioni nuove e non la stessa immagine ripetuta. Se i dati mostrano commenti negativi o un calo dei risultati all'aumentare della frequenza, riduciamo la pressione.

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