Growth
Growth hacking: perché funziona davvero (e perché spesso no)
Il growth hacking funziona quando diventa abitudine ogni settimana. Senza, sono solo trick.
Non è una tattica. È un rituale.
La parola 'growth hacking' è stata svuotata. Oggi significa tutto e niente.
L'unica versione che funziona è quella rituale: ogni settimana ipotesi, test, dati, decisione.
Il ciclo che fa la differenza
- Ipotesi — partita da un insight, non da un like su LinkedIn
- Test — il più piccolo possibile, in 48-72h
- Dato — pulito, non vanity
- Decisione — kill, iterate, scale
Perché spesso fallisce
- Niente sponsor in azienda (il team marketing da solo non basta)
- Sprint troppo lunghi (mensili, non bi-settimanali)
- KPI sbagliati (vanity metric)
- Nessuna disciplina nel chiudere gli esperimenti
Come iniziare
- North Star Metric chiarissima
- Backlog di 20+ esperimenti pronto
- Sprint da 2 settimane, riti fissi
- Dashboard unica
In 90 giorni vedi il trend. In 6 mesi hai una macchina.
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di
Giovanni Casagrande
Head of Growth · Strategist
25 anni a smontare business, trovare il collo di bottiglia e rimetterli in pista. E-commerce, SaaS, B2B, locali: ha visto di tutto e ha la cicatrice giusta per ogni settore. Nei suoi progetti porta a casa fatturati da 10k a 50k€ in più nei primi 6 mesi — non perché 'crede nell'awareness', ma perché disegna funnel che funzionano e li misura ogni giorno.